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Territorio e tradizioni/Territory&Traditions image


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Territorio, Storia e Tradizioni

Il Salento è la regione più orientale d’Italia, è una terra di frontiera. La sua storia ne è testimonianza sin dalle origini: ha sempre incontrato il vicino Oriente, fin dai tempi in cui la leggenda vuole che siano stati i Cretesi a fondare Lecce.

È la più antica delle terre pugliesi, come testimoniano gli arcani simbolismi geometrici, umani e solari, le scene di caccia e di vita quotidiana delle antichissime pitture parietali rinvenute nelle grotte marine della Zinzulusa, Romanelli, del Cavallo, del Cervo. Un tempo veniva chiamata Terra d’Otranto, un insieme unitario anche se disomogeneo, culturalmente e linguisticamente più greco che latino, dove poche opulente cittadine, come Otranto, Gallipoli, Nardò, Galatina, spiccavano su una miriade di piccoli centri abitati.

Il Salento si identifica e si manifesta da sempre come terra tra i due mari ma, allo stesso tempo, è un immenso giardino popolato da milioni di alberi di ulivo che costituiscono una delle ricchezze del territorio.

Testimonianza della cultura contadina del Salento sono gli innumerevoli frantoi ipogei o trappeti  che conservano, in modo estremamente distinto, i segni dell’uomo e posseggono una spazialità propria degli edifici religiosi, fatta di penombre e di silenzio. Sono spazi che si sentono immediatamente familiari, che invitano a penetrarli, a conoscerli e a riviverli.

Il frantoio scavato nella roccia era preferito a quello costruito in superficie perché consentiva di disporre di una temperatura idonea alla lavorazione delle olive. L’olio, infatti, diventa solido attorno ai 6° C. Pertanto, affinché la sua estrazione fosse facilitata, era indispensabile che la temperatura dell’ambiente in cui avveniva la spremitura fosse costante. A partire dal XIX secolo i frantoi ipogei furono progressivamente dismessi – per ragioni molteplici conseguenti soprattutto all’evoluzione industriale ed a più raffinati ed idonei processi di lavorazione – e sostituiti gradualmente da frantoi semi ipogei.

Landscape, history and traditions

Salento is the most oriental region of Italy, a border land. Its history always met with the Oriental    one, starting from the legend that sees in the inhabitant of Creta the founders of Lecce.

Salento is the most ancient land of Apulia, as testified by the arcane geometric symbolism, human and solar, the hunting and daily life scenes on ancient wall paintings discovered in the marine caves like Zinzulusa, Romanelli, Cavallo and Cervo.

It was called Terra d’Otranto, culturally and linguistically more Greek than Latin, where few opulent cities, such as Otranto, Gallipoli, Nardò and Galatina stood out in a myriad of small towns.

Salento is “land between the two seas”, a huge garden populated by millions of olive trees  constituting the richest and the most evocative place of the Mediterranean sea.

Clear testimony of Salento peasant culture are hypogeous crushers : human signs and religious spatiality, made of shadows and silence, spaces feel immediately familiar, allowing to relive them intimately in their hearts and minds.

The rock crusher allowed to have a temperature suitable for processing olives. The oil, in fact,  becomes solid around 6°C. Therefore, in order that its extraction was facilitated, the temperature should be constant.

Since the nineteenth century, the hypogeous crushers were progressively decommissioned for  several reasons, especially for the Industrial Revolution and for a more refined and suitable manufacturing processes – so, the hypogeous crushers were gradually replaced by modern crushers.