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25 set

Dieta Mediterranea: una dieta per il CUORE

Stare attenti a tavola è determinante per le sorti del nostro cuore. A dirlo è una ricerca condotta dalla Harvard School of Public Health e pubblicata su Jama Internal Medicine. Un cambiamento radicale delle proprie abitudini può ridurre di un terzo il rischio di morire per ogni causa e del 40 per cento per problemi cardiovascolari.
Lo studio ha coinvolto circa 4mila persone colpite da infarto.
I soggetti sono stati divisi in gruppi in base al punteggio assegnato per le scelte alimentari effettuate da ognuno di loro dopo l’infarto.
Nel corso della sperimentazione si sono registrati oltre mille decessi, e secondo le analisi è emerso che a morire erano soprattutto quelle persone che avevano continuato a mangiar male anche dopo la crisi. Fra chi aveva modificato le proprie abitudini, invece, il rischio di morire si era ridotto del 30-40 per cento, grazie in particolare all’adozione dei principi della dieta mediterranea.

I risultati dello studio PREDIMED, finalizzato a valutare l’efficacia della dieta mediterranea nella prevenzione primaria delle malattie cardiovascolari, confermano questa teoria e sono stati pubblicati sul New England Journal of Medicine. Essi mostrano che la dieta mediterranea integrata con olio extra vergine di oliva o con frutta secca è in grado di ridurre del 30 per cento il rischio di subire un infarto del miocardio, un ictus o una morte per cause cardiovascolari rispetto a una dieta povera di grassi.
Lo studio è stato coordinato dal ricercatore Ramon Estruch, presso il Dipartimento di Medicina Interna dell’Hospital Clinic di Barcellona (Spagna) ed ha coinvolto numerosi centri medici.
La ricerca fa parte del progetto PREDIMED, uno studio multicentrico effettuato tra il 2003 ed il 2011 per studiare gli effetti della dieta mediterranea nella prevenzione primaria delle malattie cardiovascolari. Un totale di 7.447 persone con un elevato rischio cardiovascolare hanno partecipato allo studio. I partecipanti sono stati suddivisi in tre gruppi ciascuno dei quali ha seguito un diverso regime alimentare: una dieta mediterranea integrata con olio extravergine di oliva, una dieta mediterranea integrata con frutta secca (noci, mandorle, nocciole), e una dieta povera di grassi (animali e vegetali). Un dietista ha visitato i pazienti ogni tre mesi e questi hanno partecipato a sessioni di gruppo di formazione alimentare, in cui hanno ricevuto informazioni dettagliate sul tipo di dieta che stavano seguendo e sul cibo incluso in ciascuna di esse. Inoltre, i partecipanti sono stati dotati di liste della spesa e di ricette adatte a ciascun tipo di dieta.
Durante lo studio, i partecipanti che hanno seguito uno dei due tipi di dieta mediterranea hanno ricevuto gratuitamente olio extra vergine di oliva (un litro a settimana), e frutta secca (30 grammi al giorno: 15 grammi di noci, 7,5 grammi di mandorle e 7,5 grammi di nocciole).
Dopo cinque anni, si è visto che i partecipanti che hanno seguito uno dei due tipi di dieta mediterranea mostravano una sostanziale riduzione del rischio di subire una morte cardiovascolare, un infarto del miocardio o un ictus.
Secondo i ricercatori, i risultati dello studio PREDIMED sono rilevanti in quanto dimostrano che una dieta ricca di grassi vegetali è più sana a livello cardiovascolare di una dieta povera di grassi. Pertanto questa ricerca fornisce nuovi dati che respingono l’idea che è necessario ridurre i grassi al fine di migliorare la salute cardiovascolare.
Gli autori si augurano che questi risultati possano fornire nuovi riferimenti per prevenire le malattie cardiovascolari.

http://www.italiasalute.it/Benessere.asp

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