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30 apr

La marcia degli ulivi “Sono il nostro tesoro”

Sono arrivati da tutta la Puglia, con i pullman in partenza da Bari, Lecce, Taranto, Brindisi e persino Roma, gli ambientalisti in marcia per difendere i “patriarchi verdi” la cui sopravvivenza è messa a repentaglio da quella che è stata ribattezzata legge “taglia ulivi”. Arrabbiati e pacifici, sono stati almeno trecento i partecipanti alla manifestazione indetta in contrada Gianecchia, ai piedi di masseria Castelluccio, nelle campagne a valle fra Cisternino e Fasano.

Un paesaggio incantato, costellato d’alberi d’ulivo monumentali, imponenti arbusti che rischiano di essere espiantati in base alle modifiche apportate il 3 aprile scorso alla legge del 2007. Il sì di 37 su 38 consiglieri regionali autorizza i proprietari terrieri possessori di permessi edilizi rilasciati prima che fosse varata la legge in questione, a costruire sradicando gli ulivi ove ve ne fossero. L’unico vincolo, che non rassicura gli ambientalisti, è l’obbligo di reimpianto degli alberi o in alternativa il pagamento di una fideiussione. In marcia a difesa degli ulivi Legambiente, Wwf, il Movimento per la governabilità, Verdi e Rete civica nazionale ecologista.

Fra i primi ad arrivare in valle, per l’appuntamento fissato alle dieci del mattino, il consigliere regionale Francesco Laddomada, eletto nella lista La Puglia per Vendola, l’unico a votare contro. “Stiamo autorizzando uno scempio che non deve passare per nessuna ragione, che rischia di sfregiare per sempre i tre poli turistici garganico, salentino e della Valle d’Itria”. Cui prodest, queste modifiche? Laddomada ha le idee chiare anche sul punto: “Ci sono due mega progetti edilizi che stanno per decollare nel Fasanese. Il primo riguarda la realizzazione di alloggi residenziali il cui progetto porta la firma della cooperativa Orchidea, l’altro invece fa capo a un gruppo industriale del posto, che vuole costruire un complesso turistico-alberghiero in contrada Pettolecchia che prevede l’espianto di 1.500 alberi”.

Il secondo progetto fu bocciato dalla Regione Puglia, anche sulla scorta di uno studio del Corpo forestale dello Stato del 2004 secondo cui almeno dei 1.500 alberi a rischio sono ulivi millenari. I promotori del progetto edilizio hanno incassato due sentenze contro, la prima del Tar Puglia, la seconda del Consiglio di Stato depositata a marzo che testualmente motiva “il paesaggio di Puglia costituisce un unicum irripetibile per cui a nulla valgono gli espianti che deturpano irrimediabilmente l’aspetto naturalistico dei luoghi”.

Fra i partecipanti alla manifestazione c’è anche Eugenio Lombardi, architetto e ideatore dell’ecomuseo urbano del Nord barese, fra i promotori della petizione online contro la legge taglia ulivi (ecomuseo urbano del nord barese) indirizzata al presidente Nichi Vendola. “Abbiamo raccolto già 2.400 firme, molte delle quali provengono dall’estero, Stati Uniti, Finlandia, Germania, Australia solo per citarne alcuni. Il nostro obiettivo è la revoca della modifiche taglia ulivi. Se non bastasse, siamo pronti alla mobilitazione di massa per raccogliere le 60mila firme necessarie al referendum di iniziativa popolare per abrogarle”.

Un nonsense consentire l’espianto degli alberi millenari, dicono gli ambientalisti, che cozza direttamente con il Piano paesaggistico territoriale (Putt) approvato dal Ministero dell’Ambiente in attesa di diventare esecutivo, che promuove la valorizzazione del territorio regionale pugliese e del suo patrimonio identitario materiale e immateriale, di cui naturalmente gli ulivi sono componente fondamentale.

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